Guggenheimer e le tre I di Microsoft: Innovazione, Integrazione e… Incredibilmente figo!

Approfondimenti     Autore: Federico Piccirilli Aggiungi un commento

Steven Guggenheimer, vice presidente della divisione Corporate di Microsoft, ha tenuto una conferenza durante il Computex alla Plenary Hall del Taipei International Convention Center, riguardante le strategie dietro al nuovo OS di casa Microsoft.

guggenheimer

Le sue parole hanno come punto cardine il concetto di innovazione e quello di integrazione, basi della filosofia di sviluppo di Seven come ambiente di confluenza di tutte le attività che possono essere svolte tramite un PC, in modo più semplice, più veloce e più “cool” rispetto al passato.

Guggenheimer non crede nell’idea di una recessione del mondo ICT, definendo la situazione piuttosto secondo un’idea di reset, dove c’è bisogno di una svolta sostanziale per fronteggiare i problemi che stanno minando alla base l’industria del settore in tutto il mondo. Innovazione quindi come leva per smuovere dalla staticità il mercato ma senza dimenticare l’utenza consumer, per la quale l’integrazione in un ambiente più funzionale e consono alle proprie esigenze è una necessità impellente alla quale Microsoft non può fare orecchie da mercante.

L’interazione sincronica con più periferiche allo stesso momento, i benefici portati da postazioni multi schermo, le potenzialità dell’interfaccia touch, la forza di un sistema più stabile e veloce, questo quello che, secondo lo speaker di Microsoft, porterà Seven… ma non solo. Guggenheimer si lancia ad analizzare gli scenari di un prossimo futuro, mostrando video dove bambini da tutto il mondo comunicano tra loro grazie a terminali touchscreen con traduzioni in tempo reale, approfittando delle funzionalità di applicazioni dedicate a coadiuvare il quotidiano di ognuno, rendendo la vita più semplice e pratica, in una prospettiva di augmented reality che verrà, senza dimenticare un tocco di “coolness” che a quanto pare ci sta sempre bene.

La risposta a tutto questo, secondo il colosso di Redmond, è da ricercarsi in Windows 7, o perlomeno inizia da li. Siamo ancora certamente lontani da una prospettiva del genere, ma la filosofia che sta muovendo le fila di Microsoft sembra comunque ben definita a portare l’utenza verso ad un “new deal” dell’interazione uomo-macchina, non più PC-centrico ma improntato sull’essere umano, in modo da non dover più essere limitati dalle potenzialità del computer ma solo dalla creatività dei singoli individui.

Ma Guggenheimer non è ovviamente il solo a tirare acqua al mulino di Redmond, tanti interventi a vario titolo lodano le caratteristiche innovative di Seven e mostrano le funzionalità delle implementazioni di Silver Light, i vantaggi offerti dal multi-touch, la mirabile (almeno per gli OS Microsoft) velocità di BOOT o l’interfaccia “cool” (ancora una volta) di Windows 7.

Jane Cui, Senior Director della sezione OEM Engineering, conclude la presentazione affermando che il nuovo OS di Microsoft è pronto per cambiare lo stile di vita dell’utenza, che sia vero o meno poco importa, l’atmosfera che si respira è di estrema fiducia nelle potenzialità di Seven che, se anche non riuscirà nell’intento così come dalle parole dello staff di Microsoft, almeno potrà gettare le basi per una strada, sicuramente aspra e tutta in salita, che porterà prima o poi ad una rivoluzione nel modo di concepire il PC, un modo più semplice, più a livello dell’utente, più, è proprio il caso di dirlo, “cool”.

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